Pubblicato da: IB | 28 agosto 2011

True Blood e true other things

Un po’ sarà che mi sto annoiando, un po’ che non ho più niente o quasi che mi stimoli, che mi faccia sentire bene, brava in qualcosa, che mi faccia sentire di essere in grado di finire qualcosa…

Ho pensato che avere un blog era carino, una volta, tanto tempo fa. Prima di non avere più niente da scrivere. Perché è esattamente così che è finita, non sapevo più cosa dire. E stavo male, senza parlare di me. Ma non potevo più farlo, non riuscivo più a farlo e non è solo il fatto che persone che conosco avrebbero letto quello che scrivevo… Forse non ero più arrabbiata con il mondo, o meglio, con lui, forse sono semplicemente cresciuta e ho scoperto cos’è una vera relazione, una che non si basa su quello che provo solo io nei confronti di qualcuno ma su quello che si prova, insieme.

Sono stata male, perché scrivere era uno dei modi che avevo per capire chi ero, per sentire di essere ancora me stessa, per distinguermi dagli altri ma non ai loro occhi, bensì ai miei. E non so come ho fatto a sopravvivere senza tutto questo.

Poi è arrivata la fase in cui ho cominciato a scrivere di altri. Storie, racconti a caso su altre persone, personaggi inventati che non c’entravano niente con me. Così era tutto molto più pulito, più saggio, più maturo, ma… così impersonale.

E infatti ho iniziato a “sanguinare” attraverso i miei personaggi. Sapete, come si dice in inglese per gli attori, a volte succede quello che si chiama “bleed-through” e allora il carattere di un attore emerge nel suo personaggio… I miei personaggi hanno iniziato a comportarsi in modo troppo simile a me o a persone che ho conosciuto o che conosco, le mie storie hanno preso a somigliare troppo a quelle che ho vissuto io.

Poi ancora mi sono stancata. E ho pensato che sarebbe stato bello scrivere di me, ancora. Semplicemente lasciar scorrere le parole e smettere di preoccuparsi del fatto che un personaggio fosse più o meno “in character” oppure se la grammatica fosse perfetta. Perché io non sono quasi mai in character, né tanto meno sono perfetta.

Così oggi ho deciso di ricominciare a scrivere di me, forse qui forse da qualche altra parte. E domani probabilmente cambierò idea, ma spero che poi ci sarà qualcosa che me la farà ricambiare di nuovo.

Ho visto troppo True Blood oggi per aver qualcosa di interessante da raccontare. Potrei dire che Jason Stackhouse è troppo figo per essere vero o che Sookie è pazza da legare, perché le muoiono tutti davanti e lei quasi non fa una piega o che sono stufa del fatto che anche qui ci siano gli shape-shifters (attenzione, non chiamateli lupi mannari che sennò si incazzano e poi sono guai) e che anche qui si usi la parola imprinting in modo errato…

Potrei anche dire che stamattina avevo lo stomaco che mi si spezzava in due (forse non ho contato bene, era più un miliardo di piccoli pezzi di mucosa) e che mi veniva da vomitare l’anima, cosa che per fortuna non ho fatto e che ieri sera non ho bevuto niente più di una coca cola (per una volta).

Potrei dire che i miei sono al mare e che da ieri ho mangiato praticamente solo frutta e fette di torta. O che ora avrei voglia di cucinare ma non so cosa e non ho alcuna voglia di andare a fare la spesa.

E tante altre piccole cose senza senso.

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